Chi ha la precedenza in mare: le regole di rotta per vela e motore

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Chi manovra e chi mantiene la rotta quando due barche si incontrano? La guida alle precedenze tra unità a vela e a motore, con l'errore più comune da evitare.

Una piccola barca a motore in primo piano e una barca a vela sullo sfondo nel mare Adriatico
Foto: Petar Milošević / Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0) — ridimensionata

Quando due barche puntano ad avvicinarsi, in mare non c'è una linea di mezzeria né un semaforo. Ci sono le regole di rotta: dicono chi deve manovrare e chi mantiene rotta e velocità. Conoscerle non serve solo per l'esame della patente, serve a non trovarsi a decidere all'ultimo secondo chi va dove.

Immagina una rada affollata in un pomeriggio di luglio: una barca a vela che rientra, un gommone che le taglia la rotta, una terza unità che sopraggiunge da poppa. Chi deve scostarsi? La risposta non è questione di cortesia o di stazza, ma di regole precise, le stesse in tutto il mondo, riunite nel Regolamento internazionale per prevenire gli abbordi in mare (COLREG 1972) e recepite in Italia. Sono anche tra gli argomenti che l'esame della patente mette alla prova più spesso.

Un principio viene prima di tutte le regole: evitare la collisione

Prima ancora di chiedersi "chi ha la precedenza", vale una regola generale che i quiz amano mettere alla prova: nessuna precedenza autorizza a provocare un abbordo.

Nella pratica il gioco è sempre tra due ruoli:

  • l'unità che lascia libera la rotta (deve manovrare) esegue una manovra decisa, tempestiva ed evidente, così che l'altro capisca subito le sue intenzioni;
  • l'unità che ha la precedenza mantiene rotta e velocità... finché può farlo in sicurezza.

Vela contro vela: contano le mure, non la velocità

Quando si incontrano due barche a vela, chi ha la precedenza dipende dal lato da cui ricevono il vento (le mure) e dalla posizione rispetto al vento. Mai dalla velocità.

SituazioneChi ha la precedenzaChi lascia libera la rotta
Mure diverse (vento da lati opposti)chi riceve il vento da drittachi riceve il vento da sinistra
Stesse mure (vento dallo stesso lato)quella sottoventoquella sopravento (orza o si scosta)

Un esempio classico da manuale: due barche di bolina con rotte convergenti. Quella con le mure a sinistra poggia e passa di poppa a quella con le mure a dritta.

E l'equivoco più comune, che i quiz sanzionano puntualmente: è falso che "la più lenta debba cedere alla più veloce". La velocità non è un criterio, valgono solo mure e posizione rispetto al vento.

Motore contro motore: frontale, incrocio, sorpasso

Tra due unità a motore le situazioni tipiche sono tre.

  • Incontro frontale (rotte opposte, vedete reciprocamente entrambi i fanali laterali): nessuna ha la precedenza. Entrambe accostano sulla propria dritta e si passano sinistra contro sinistra.
  • Rotte incrociate: dà strada l'unità che vede l'altra sulla propria dritta, evitando di passarle di prora. In pratica, ha la precedenza chi viene da dritta.
  • Raggiungimento (sorpasso): l'unità che ne raggiunge un'altra deve tenersi lontana e scostarsi, a prescindere dal tipo di imbarcazione. Chi sorpassa dà sempre strada a chi è sorpassato.

L'ordine di precedenza tra i diversi tipi di unità

Vela e motore non sono sullo stesso piano, ma nemmeno la vela è in cima alla gerarchia. Il criterio di fondo, fissato dalla Regola 18 del COLREG, è semplice: ha la priorità chi ha meno capacità di manovrare.

Un'unità a motore, salvo i casi particolari, deve dare la precedenza — nell'ordine — a:

  1. nave che non governa (che ha perso la capacità di manovrare);
  2. nave con manovrabilità limitata;
  3. nave intenta alla pesca;
  4. nave a vela.

La barca a vela, a sua volta, cede a chi la precede in questa scala. Ecco perché "la vela ha sempre la precedenza sul motore" è una semplificazione pericolosa: vale come regola generale tra vela e motore, ma decade davanti a un peschereccio in azione o a una nave che non governa.

Vale anche per chi non ha l'obbligo di patente

Le regole di rotta non sono un capitolo riservato a chi prende la patente. Si applicano a chiunque conduca un mezzo in acqua, dal gommone sotto i 40,8 cavalli al tender, anche dove la patente non è obbligatoria. Chi incrocia la tua rotta non sa se hai fatto l'esame: sa solo cosa ti aspetti che faccia, e questo funziona solo se entrambi conoscete le stesse regole.

Attenzione: in regata le regole sono diverse

Chi segue le competizioni veliche potrebbe aver visto ingaggi e precedenze che sembrano contraddire quanto sopra. È normale: le regate non si corrono sotto il COLREG, ma sotto le Racing Rules of Sailing di World Sailing, un regolamento sportivo a parte, con criteri propri per l'ingaggio, il passaggio alle boe e le penalità.

Al di là del contesto, la lezione è sempre la stessa: le regole di rotta funzionano quando c'è margine per applicarle. Avvicinamenti ad alta velocità, manovre tardive e incertezza su chi debba scostarsi comprimono quel margine fino ad annullarlo. Ridurre per tempo la velocità, rendere la propria manovra evidente e non dare mai per scontato che l'altro "tanto si sposta" è il modo in cui la teoria d'esame diventa sicurezza reale.


Le precedenze sono tra le domande più frequenti dell'esame, sia per la patente a Motore sia per quella a Vela. Il modo migliore per fissarle è vederle applicate su decine di casi concreti: su NautiMaster trovi le domande ministeriali ufficiali, gratis e senza registrazione.


Aggiornato a luglio 2026. Le regole di rotta descritte derivano dal Regolamento internazionale per prevenire gli abbordi in mare (COLREG 1972) e dalla normativa italiana di recepimento, nella forma in cui sono trattate nel programma d'esame per la patente nautica. Questo articolo ha finalità divulgative e non sostituisce lo studio del testo ufficiale: per i casi particolari fa fede la normativa vigente.

Immagine di copertina: «Motor boat and sailing yacht (Adriatic Sea)» di Petar Milošević, via Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0 — foto ridimensionata; la versione modificata è distribuita sotto la stessa licenza. Immagine a scopo illustrativo.

Domande frequenti

Tra una barca a vela e una a motore, chi ha la precedenza?
Di norma l'unità a motore lascia libera la rotta a quella a vela. Attenzione però alle eccezioni: la barca a vela cede a sua volta a chi ha meno capacità di manovra (unità che non governa, con manovrabilità limitata, o intenta alla pesca). E se la barca a vela sta raggiungendo l'altra, è lei a doversi scostare, a prescindere dal mezzo.
Tra due barche a vela chi ha la precedenza?
Se ricevono il vento da lati diversi (mure diverse), ha la precedenza quella che lo prende da dritta; l'altra lascia libera la rotta. Se hanno le stesse mure, ha la precedenza quella sottovento e quella sopravento si scosta. La velocità non conta mai.
Due barche a motore che si incontrano di prora cosa devono fare?
Nell'incontro frontale (rotte opposte) nessuna delle due ha la precedenza: entrambe accostano sulla propria dritta e passano sinistra contro sinistra.
Chi vede l'altra barca sulla propria destra deve dare precedenza?
Sì, tra due unità a motore con rotte incrociate dà strada quella che vede l'altra sulla propria dritta (destra), evitando di passarle di prora. In pratica ha la precedenza chi viene da dritta.
Chi ha la precedenza deve tirare dritto per forza?
No. Chi ha il diritto di rotta deve mantenere rotta e velocità per rendersi prevedibile, ma nessuna regola autorizza a provocare una collisione: se lo scontro sta per diventare inevitabile, anche l'unità privilegiata deve manovrare per evitarlo. La precedenza non è un diritto assoluto.
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